Come apparecchiare la tavola di Natale

Come apparecchiare la tavola di Natale
6 Settembre 2020 Valentina Muggia
Valentina Muggia
In Ispirazioni
Apparecchiare la tavola di Natale

Le festività natalizie sono il momento più importante dell’anno. Ecco alcuni preziosi consigli su come decorare la tavola.

Alla mia tavola di Natale dedico sempre molta energia, è per me un momento meraviglioso a cui mi piace pensare per tempo. Sono felice di avere una famiglia numerosa e molto legata che a Natale ama riunirsi secondo la tradizione.

Decorare la mia casa per il Natale, addobbare un grande albero vicino al camino con mille lucine e preparare una tavola ricca di dettagli è per me un regalo per la mia famiglia che comunica tutto il mio amore. Al contempo, visto che è una cosa che mi diverte, non mi costa sforzo e anzi ogni anno cerco di trovare nuovi dettagli o un tema specifico da seguire.

I colori del Natale

Apparecchio la mia grande tavola da 3 metri perché siamo una quindicina, e come ho anticipato cerco quasi sempre di seguire un tema che nel mio immaginario richiami ad un’autentica atmosfera natalizia. Non amo i colori troppo squillanti ed in particolare per me il Natale ha spesso il colore del ghiaccio, della neve, del legno e dei muschi invernali di un delicato color cenere. A volte, però, ho utilizzato un caldo color pruno, abbinato al rame, o al ruggine. Anche la decorazione del mio albero segue quasi sempre questi schemi e si accorda con i colori scelti per la tavola. Un anno ho deciso, anziché di addobbare un solo enorme albero che generalmente tocca ampiamente con la punta il soffitto, di allestire un vero e proprio bosco intorno al tavolo da pranzo e ho posizionato 7 alberi di altezze variabili fra i 150 e 250 cm tutti intorno a noi. Ho scelto di acquistare alberi in vaso con radici che poi ho piantato in giardino una volta finite le feste. Il profumo di abete e di resina si spandeva tutto intorno e si aveva davvero la sensazione di aver apparecchiato in una radura di un bosco alpino.

Decorare la tavola con elementi naturali

Creo sempre una decorazione verde che si snoda per tutta la lunghezza del tavolo e sacrifico parecchio posto destinato ai piatti a favore di un’atmosfera di autentico incanto natalizio. Se non abitate vicino alla campagna, potete rivolgervi al vostro fioraio di fiducia, ma io, stando in campagna, amo raccogliere il verde per la mia tavola con le mie mani e lasciarmi ispirare facendo lunghe passeggiate fra campi e boschi. Cerco sempre qualcosa di un po’ insolito e amo in generale le composizioni disordinate di erbe spontanee. Naturalmente una classica magnolia con il verde scuro e lucente delle sue foglie , e quel meraviglioso color ruggine del retro, è sempre una buona opzione per una tavola di Natale, ma di recente ho scoperto la bellezza del luppolo, che cresce abbondante e spontaneo lungo i fossi e crea un effetto di leggerezza che amo moltissimo. Lo raccolgo in quantità e lo dispongo al centro del tavolo lasciando che vada a invadere leggermente i singoli posti tavola, che sfiori i bicchieri, quasi a far pensare che sia lì da sempre e che cresca indisturbato sul mio tavolo.

La tovaglia giusta per il giorno di Natale? Quella su misura!

Ora che vi ho dato l’idea dell’atmosfera che mi piace creare, vediamo come scelgo gli altri elementi importanti della mia tavola di Natale. Generalmente scelgo una tovaglia sul colore che ho deciso che farà da fil rouge , così ho optato a volte per il lino grezzo con il suo caldo color sabbia e la finitura riviera che richiama il tradizionale gigliuccio;  altre volte ho scelto un delicato color salvia o ghiaccio per un effetto regno dei ghiacci. Ho ottenuto bellissimi risultati anche con diversi colori scuri come il verde bosco o un profondo color Pruno, rifinito con l’elegante bordo sfogliatella oro delle nostre ultime collezioni.

C’è un altro colore che amo moltissimo e che consiglio spesso anche alle mie clienti per la loro tavola di Natale. È lo smoke, un grigio scuro e violaceo, un elegante color polvere che si accorda magnificamente con dettagli argentati o dorati, come le posate o i segnaposti o ancora il filo dei bicchieri.

La tovaglia per il tavolo di Natale dovrebbe avere una caduta piuttosto lunga per un effetto più elegante e in generale, più grande è il tavolo più lunga dovrebbe essere la caduta su tutti e quattro i lati. Vi specifico questo perché non è mai bello quando una tovaglia cade in modo diverso sui quattro lati del tavolo. Se per qualche motivo non avete una tovaglia delle misure adatte al vostro tavolo, magari perché avete allungato il tavolo con delle prolunghe per l’occasione, avete due opzioni: ordinare una tovaglia su misura al Borgo delle Tovaglie… oppure utilizzare un sotto tovaglia che magari arrivi quasi a terra in modo da mitigare l’effetto della tovaglia di misura non corretta. So che spesso vi trovate all’ultimo momento con questo genere di problema, il mio consiglio innanzitutto è, se potete, di non ridurvi all’ultimo, a meno che a tavola non siate in 4 o in 6 e una soluzione di recupero si trova sempre. Se invece come noi siete in 12 o in 15 a tavola, ricordate che in commercio è difficilissimo trovare tovaglie molto grandi belle pronte. La nostra sartoria comincia a confezionare le tovaglie su misura per il Natale già dai primi giorni di ottobre e continuiamo a ricevere ordini fino ad una settimana dal 25 dicembre per i ritardatari. Ovviamente teniamo però anche sempre qualche tovaglia salvavita da 3 o 4 o addirittura 5 metri per le emergenze, che immancabilmente arrivano quasi sempre il 23 o il 24 di Dicembre!

Altre opzioni: sottotovaglia, runner e sottopiatti

Vi parlavo di una seconda opzione, che è quella di utilizzare la vostra tovaglia con un sottotovaglia improvvisato con del tessuto a metraggio o a questo punto meglio, con dei vecchi lenzuoli di lino bianco presi in prestito da mamme e nonne! Spesso se ne hanno una bella scorta e vi salveranno dai guai. Mi raccomando, non usate del cotone o peggio del rasatello di cotone, che si vede che sono lenzuola… Cercate un tessuto in lino o canapa che sia il più grande possibile e che possibilmente cada quasi fino a terra.

Se proprio non avete una tovaglia adatta, piuttosto non mettetela, e optate per dei runner, o dei sottopiatti direttamente appoggiati sul tavolo. I sottopiatti vi serviranno comunque anche se mettete la tovaglia, perché a mio parere sono un dettaglio che sulla tavola di Natale non dovrebbe mancare. In commercio ne esistono di tutti i tipi, dai più classici ai più innovativi, e provate voi stesse ad utilizzare come sottopiatti degli elementi che in effetti non nascono con questo scopo. l’anno scorso per le tavole di Natale abbiamo proposto delle grandi stelle in rafia rigira e spalmata in oro di un elegante color crema. Costavano una sciocchezza e si prestavano benissimo per essere utilizzate oltre che come decorazione per il camino o per l’albero, proprio come sottopiatto sulle tavole di Natale. Ne avevamo anche una versione più piccola che abbiamo utilizzato come sottobottiglia o piattino del pane per ciascun commensale. Io creo ogni anno un gran numero di tipologie diverse di sottopiatti in tessuto perché credo che siano un dettaglio che vi permetterà anche su una base neutra di rinnovare completamente la vostra apparecchiatura. Vi do un’altra idea: utilizzate dei tovaglioli di lino bianco antichi magari con delle iniziali ricamate messi a rombo. Un’altra? che ne dite di tanti piccoli quadri o specchi con cornici vecchie (li trovate nei mercatini). Gli specchi hanno il grande pregio di riflettere le luci delle candele, creando un bellissimo effetto sul tavolo.

 

Il Natale in montagna

Un capitolo a parte sarebbe da dedicare alle tavole di Natale a tema montagna. Se avete la fortuna di passare il Natale in montagna infatti, non potete perdere l’occasione di allestire la vostra tavola con questo tema specifico che io amo alla follia, in quel caso per la mia tavola apro le porte agli scozzesi, alla lana , alle pelli e naturalmente al legno! Personalmente amo i tessuti di buona qualità, e per questo anche a tavola vado in cerca dei più bei tessuti di tradizione come gli scozzesi di pura lana prodotta in Inghilterra, i Tweed irlandesi, i Loden tirolesi! Ahhh che magia… E poi utilizzo pelli di mucca  o di montone per i segnaposti, palchi di cervo per il centrotavola (quelli che i cervi cambiano stagionalmente!). La mia dispensa è molto fornita di piatti e ciotole in legno scavato e tornito, da abbinare a pesanti terrecotte. In montagna è bellissimo anche il peltro, da noi in Italia è ancora lavorato in modo artigianale e ha un colore e una brillantezza satinata che a volte trovo più elegante dell’argento.

Su una tavola così di carattere, apparecchiata con le lane scozzesi e i loden , vedrei benissimo l’abbinamento di tovaglioli in lino di varie sfumature di verde, pruno o ruggine e legno e perché no anche di tovaglioli di impalpabile garza di lino con le ruches. Se pensate ai costumi tradizionali, avete presente che le donne avevano vestiti di tessuto pesante abbinati a camicette di impalpabili mussole decorate con ruches o pizzi? Ecco! A questo io mi ispiro! Che meraviglia le tradizioni… Sono una fonte continua di ispirazione per poi reinterpretare il nostro vivere quotidiano.

Le posate giuste

Per tornare però alla nostra tavola di Natale in città, che tipo di posate sceglieremo? Anche qui potete spaziare fra diverse opzioni, ma io eviterei assolutamente le posate colorate e opterei senza dubbio per delle posate in acciaio spazzolato (personalmente non amo l’acciaio lucido) o per del metallo argentato magari antico. Oggi in commercio ci sono anche tantissimi servizi di posate in metallo dorato, lucido o spazzolato, in metallo color rame, che in realtà è una particolare coloritura che prende l’acciaio con una specifica cottura. L’effetto è piuttosto bello e certamente un servizio di posate color rame è decisamente originale. Tutte queste posate di cui vi sto parlando hanno il grande pregio di poter essere comodamente lavate in lavastoviglie, quindi sono decisamente pratiche.

Da Natale a Santo Stefano: come risparmiare fatica con i tessuti in lino antimacchia

Per toccare per un secondo il tema della praticità, certamente la tavola di Natale potrà concedere un po’ più di spazio  all’estetica  a discapito della praticità, ma in realtà se come me utilizzate il mio lino antimaccchia, vi assicuro che anche il dopo-festa non sarà pesante, basterà pulire bene con una spugna umida la vostra meravigliosa tovaglia e magari prepararsi per riapparecchiare la tavola per Santo Stefano o per la visita di altri amici o parenti! Sapete quante volte negli anni ho parlato con clienti che mi dicevano di aver utilizzato anche 4 o 5 tovaglie diverse durante i pochi giorni del Natale e di trovarsi costrette e portarle al lavasecco con conseguente spesa esorbitante perché troppo delicate per essere lavate in casa o troppo macchiate per essere sicure di riuscire a smacchiarle a dovere. Capisco benissimo che a molte, con il passar del tempo, sia passata la voglia di organizzare il Natale a casa… è proprio così che si finisce per festeggiarlo al ristorante. Ma che peccato rinunciare alla magia e al calore delle feste fatte in casa.

Faccio una piccola digressione, perché so che qui qualcuna obietterà anche che cucinare per tanta gente è pesante. Certo sono d’accordo che se dovete fare tutto voi! Noi in famiglia abbiamo la fortuna di essere in due sorelle, con una mamma e una zia e ben 5 figlie femmine! Così, abbiamo trovato la soluzione di dividerci i compiti, in modo che ciascuno porti un solo piatto, che ovviamente sarà il suo cavallo di battaglia, con il risultato che la fatica sarà davvero limitata e il menu sarà composto dalle specialità di ciascuno, che non vediamo l’ora di mangiare ogni anno. In realtà qualche volta variamo un po’ il menu, ma in famiglia ci sono i tradizionalisti e quindi certe cose come i tortellini in brodo o i bolliti, non mancano mai.

I bicchieri e i piatti da mettere in tavola per il giorno di Natale

Bene, tornando alla nostra tavola, siamo giunti al capitolo bicchieri. Io amo per questa ricorrenza utilizzare un servizio di bicchieri antico sottile come una bolla di sapone e finemente cesellato. Lo tengo come una reliquia e lo tiro fuori solo per le occasioni e vi assicuro che è bellissimo avere un oggetto che si riserva alle grandi occasioni, a me dà un piacere particolare rivederlo ogni anno; ma ho creato tavole per tanti clienti con tanti tipi di bicchieri diversi. Tendenzialmente, essendo una tavola per le feste cercherò bicchieri piuttosto eleganti, ma non necessariamente classici. Oggi ci sono tantissime rivisitazioni di bicchieri in cristallo degli anni 20 o 30 che sono semplicemente splendidi e davvero a buon mercato. Ma ho utilizzato anche modelli ultra minimalisti in vetro sottilissimo ( borosilicato) che stanno molto bene anche abbinati ai piatti più classici. A proposito… e i piatti? Porcellana avorio, meglio che bianca, profilo dorato piuttosto che argento e, se potete, mescolate sevizi antichi anche con delicati decori non troppo squillanti.

Il pranzo di Natale a buffet? Perché no!

Vi faccio una piccola parentesi che penso che riprenderemo in futuro con un tema specifico sulle tavole per le cene a buffet. Mi è capitato che in alcuni anni, a causa di un numero di commensali eccessivi (i fidanzati delle figlie si sa vanno e vengono) non potessi più apparecchiare a tavola per tutta la famiglia. Finché in famiglia c’è stato un certo numero di bambini piccoli, abbiamo optato per apparecchiare per loro una tavola a parte, davanti al camino e seduti su gradi cuscini attorno ad un tavolo basso. Questa è una soluzione che ai bambini è sempre piaciuta, perché dava loro la possibilità di alzarsi e giocare senza essere costretti a tavola per molto tempo. Una volta cresciuti i bambini però, a volte, abbiamo optato per un pranzo di Natale a buffet, con una tavola riccamente imbandita ma con la libertà per ciascuno di accomodarsi in varie zone della casa su tavolini apparecchiati o comodamente seduti sui divani davanti al camino. Vi assicuro che anche questa soluzione di Natale può essere davvero bella, perché al pranzo succede il pomeriggio in una soluzione di continuità di the e infusi, per poi finire a tarda sera con l’immancabile “incursione” ai dolci avanzati accompagnati magari da una tazza di cioccolata calda. Bene, tutto questo discorso per dirvi, che in quelle occasioni, ho optato per il mio meraviglioso, mitico servizio di piatti in melanina! Non immaginate un orrenda plastica multicolor, ma un elegantissima melanina color burro del tutto simile per foggia ed un servizio di porcellana antica, con l’incredibile vantaggio di essere leggerissima ed infrangibile. Fra me, la mia mamma e mia sorella ne abbiamo circa 100 posti! E vi assicuro che in alcune occasioni a parte il Natale, ma per comunioni, cresime, feste varie abbiamo unito tutti i nostri piatti, da far concorrenza ad un catering e con un risultato di gran lunga più elegante e pratico di un piatto in porcellana comune. Finita la festa, tutti in lavastoviglie alla massima temperatura, e via!! pronti bellissimi e lucidi per la prossima occasione.

Non dimenticate le candele

Bene, per tornare alla nostra tavola di Natale, abbiamo affrontato il capitolo tovaglia, piatti, posate, segnaposti, bicchieri e decorazione per il centrotavola, non mi rimane che dirvi che sulla mia tavola di Natale non mancano mai meno di una decina di candele. possono essere a seconda degli anni, grosse candele color miele o in colori più insoliti come il muschio o il terracotta, disseminate tra i rami del centrotavola (ma tenete sempre gli occhi bene aperti) oppure lunghe e affusolate candele posizionate in tanti candelieri di metallo argentato o ancora tantissime (e allora ben più di 10) piccole candele scaldavivande in bicchierini di vetro che punteggiano in modo disordinato la tavola. L’atmosfera è assicurata. E a me non resta che augurarvi un Buon Natale!

Se ti è piaciuto questo articolo, scopri anche le regole e i miei suggerimenti su come apparecchiare la tavola elegante!

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